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I diritti del minore durante la separazione e il divorzio

Diritti dei figli nella separazione dei genitori

Dopo aver scritto l’articolo sull’importanza della mediazione familiare svolta da un professionista Pedagogista (leggibile su rivista scientifica Professione Pedagogista n.54 -anno XXIV, Novembre 2019) mi sembra opportuno dare alcune informazioni sulla centralità che il minore viene ad avere, con i suoi diritti, rispetto alla separazione genitoriale.

Premetto che quello che leggerete vale sia per le coppie sposate che per tutte le altre forme di convivenza senza matrimonio che la coppia con figli sceglie di vivere.

Nel 1989 la Convenzione di New York stabilisce che i genitori debbano avere un ruolo paritario nella crescita, nell’educazione e nello sviluppo del figlio.

In questo nuovo contesto viene stabilito il diritto del minore alla bigenitorialità, nella pratica ciò significa che:

  • Il bambino ha il diritto di avere entrambi i genitori ad occuparsi di lui.
  • I genitori hanno la responsabilità comune verso la crescita ed il giusto sviluppo bio-psico-sociale del figlio.

La legge sull’affido condiviso e la tutela del minore

Nel caso di separazione genitoriale tutto questo viene rafforzato e messo in pratica con l’affido condiviso ( Legge 54 del 2006), in cui al minore deve essere garantito:

  • Un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore;
  • Ricevere da entrambi i genitori cure, educazione ed istruzione;
  • Conservare i rapporti significativi con nonni, zii, cugini e altri parenti sia appartenenti alla famiglia del padre che della madre.

I genitori hanno entrambi la responsabilità genitoriale, quella che prima veniva chiamata potestà genitoriale.

A livello legale il figlio viene ad assumere un ruolo nuovo di soggetto avente diritto fin dalla nascita alla bigenitorialità. Il cambiamento avvenuto a livello legale credo sia avvenuto per concorrere a diminuire i casi in cui il figlio veniva affidato esclusivamente alla madre, mettendo il padre nella condizione di potersi esimere da compiti e responsabilità educative che spesso era la madre a portare avanti.

La nuova centralità assunta dal minore, gli permette di essere ascoltato nei procedimenti che lo riguardano. Per fare un esempio pratico ciò vuol dire che in caso di separazioni genitoriali in cui non si trovano facilmente accordi o nel caso in cui un genitore richieda che il figlio viva con lui ma non è certo che questo sia anche il volere del figlio, il giudice minorile può chiamare a colloquio il minore al fine di ascoltare il suo punto di vista e il suo desiderio.

Queste cose che ho scritto consiglio di di approfondirle con un legale che più di me conosce la legge e la materia nei suoi aspetti e sfumature

In caso di separazione non consensuale: il ruolo della mediazione

Andando a toccare le difficoltà che una separazione non consensuale, consegue per tutti i membri del nucleo familiare coinvolti, può essere importante che un eventuale tentativo di mediazione familiare sia svolto da un professionista psicologo che si occupi dell’aspetto emotivo e dei risvolti psicologici che possono ricadere sui bambini, un professionista che quotidianamente lavora con i bambini e sulle persone coinvolte. Un professionista che con empatia comprenda e legga nel figlio i disagi i dolori ed il groviglio emotivo che prova nell’affrontare la separazione dei suoi genitori.

i genitori possono farsi accompagnare da un mediatore familiare con specifiche competenze che dia indicazioni verso le più idonee azioni e comportamenti adeguati volti alla massima tutela del benessere del figlio, delle figure educative e genitoriali.

Linda Gori
Psicologa, Pedagogista, Mediatore Familiare